BIM: il sistema di costruzione digitale

23/03/2016

Quali sono le conseguenze della digitalizzazione sul mondo dell’edilizia? Questa era la domanda che aleggiava sulla Swissbau 2016. Se andrà secondo il metodo BIM, Building Information Modeling, in futuro si costruirà sempre a partire da un monitor.

«Per la prossima Swissbau ci servirà assolutamente una sala più grande», dice il moderatore. Il suo sguardo va a quei visitatori che si sono assiepati nella piccola sala e ora devono stare in piedi per mancanza di sedie. Questa scena si è presentata non solo all’evento di apertura di Buildup, la piattaforma del settore. Dozzine di conferenze e dibattiti della Swissbau 2016 riguardanti la digitalizzazione nel settore edilizio hanno attirato le masse. Ciò testimonia il forte interesse verso la trasformazione digitale, ma anche il grande bisogno di informazione. Su tutto questo aleggiava la domanda di come la digitalizzazione cambierà il settore.

Prima digitale, poi reale
La digitalizzazione ha già dato uno scossone ad altri settori. Sono morte delle professioni, ne sono nate di nuove, altre sono radicalmente cambiate. Il cambiamento non si ferma nemmeno davanti al settore edile e al momento si esprime in un concetto: BIM, Building Information Modeling. Secondo il motto «prima digitale, poi reale» si crea per prima cosa un modello digitale di edificio. I progettisti e le imprese coinvolti immettono i loro dati digitali tramite una piattaforma condivisa. Sulla base del modello virtuale possono progettare, decidere e provare insieme. Il modello 3D rende il modello di costruzione comprensibile anche ai profani. Altri livelli digitali simulano lo svolgimento dei lavori nel tempo, integrano calcoli e prendono in considerazione l’intero ciclo di vita dell’opera edilizia, fino al suo smantellamento. Se il modello digitale viene giudicato valido, solo dopo numerose simulazioni subentra la fase di realizzazione.

Ingegneri, architetti, facility manager ed esperti di BIM hanno discusso, sul palco di Focus, le opportunità e i rischi del BIM, dalla progettazione alla realizzazione fino alla gestione. Hanno anche parlato di che cosa sia e non sia in realtà il BIM. Se si cerca una definizione su Google, il motore di ricerca trova quasi 500 000 risultati. Anche i conferenzieri hanno proposto le loro definizioni, ne hanno esposte più di una o hanno sorvolato sull’argomento per trattare di questioni più pratiche. Alla fine, il denominatore comune di questi tentativi di definizione è: BIM significa una profonda trasformazione dagli esiti ancora incerti. Il BIM alimenta però anche speranze. Poiché il BIM può rendere l’edilizia più trasparente e più collaborativa, sarà possibile risparmiare tempo e costi e si potrà aumentare l’efficienza.

Atmosfera da rivoluzione digitale
Mentre il BIM in altri Paesi è già lo standard nell’edilizia pubblica, in Svizzera si è ancora alle prime armi. La scheda tecnica della SIA, società svizzera degli ingegneri e architetti, andrà in consultazione nel 2016. SIA 2051 spiega le abbreviazioni e i concetti usati nel «mondo del BIM» e intende coordinare la collaborazione delle parti coinvolte. Alla Swissbau, la piattaforma Buildup del settore ha presentato la Swiss-BIM-Library come banca dati con corrispondenti digitali del prodotto edilizio reale. Allo stesso tempo, con la sua fondazione ufficiale, è salito alle luci della ribalta il gruppo dʼinteresse «Costruzione digitale Svizzera». Il suo obiettivo è accompagnare l’economia edilizia svizzera nel suo cammino verso l’era digitale. Alla prossima Swissbau nel 2018 vedremo dove l’economia edilizia svizzera sarà arrivata in fatto di digitalizzazione e quali nuove sfide la attenderanno.

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