BIM non significa stagnazione

06/05/2019

A giugno 2018 è iniziata la progettazione BIM per il quartiere Lattich, una costruzione temporanea a San Gallo destinata a piccole attività e composta da 45 moduli in legno prefabbricati. La progettazione BIM e la realizzazione delle opere sono affidate a Blumer-Lehmann AG di Gossau (SG).

Scopo dichiarato era limitare la realizzazione in cantiere delle opere di costruzione a non oltre il 10% e destinare il resto alla prefabbricazione. In qualità di co-responsabile della strutturazione dei processi digitali di costruzione, Adi Grüninger ha affiancato il progetto definendo per l'impresa delle linee guida volte a promuovere i futuri progetti BIM.

Signor Grüninger, perché Blumer-Lehmann AG ha deciso di realizzare il progetto Lattich con il metodo BIM?
Abbiamo voluto scegliere questa strada per evitare che il BIM fosse travolto dalla frenesia del lavoro. Alla consegna delle chiavi vengono anche trasmessi i dati all'impresa locataria, che può ora accedere alla documentazione sulla piattaforma BIM. Ciò si traduce per noi anche in un impegno ulteriore: dopo il completamento dell'opera, i progettisti aggiornano le modifiche preliminari alla costruzione nel modello in 3D. Sulla piattaforma BIM viene caricata anche tutta la documentazione per la gestione operativa.

In teoria la costruzione modulare sarebbe possibile anche senza l'impiego del metodo BIM, giusto?
Sì, ma ciò significherebbe una battuta d'arresto. A mio parere, il mondo dell'edilizia ha già subito fin troppi rallentamenti. Basta guardare ai cantieri: si costruisce come 50 anni fa. Ma oggi la progettazione segue regole diverse.

Come porta avanti il BIM all'interno dell'impresa?
Fornisco un supporto all'orientamento strategico, cercando di definire quale strada debba imboccare il BIM all'interno del gruppo imprenditoriale nel complesso. Con il progetto Lattich è stato possibile raccogliere importanti esperienze con il BIM, che potremo sfruttare anche in progetti futuri. L'obiettivo è sviluppare delle linee guida che definiscano le modalità operative di utilizzo del BIM da parte dell'impresa e indichino come impostare la collaborazione con i subfornitori. A tal fine abbiamo dovuto mettere in discussione i processi attuali e includere nel processo di analisi anche altri settori. Ci siamo anche chiesti in che modo si stia muovendo la concorrenza in tal ambito.

Nella seconda parte della nostra serie BIM, il maestro carpentiere Adi Scherrer ci ha parlato di un manuale BIM approfondito composto da un centinaio di pagine che gli è stato consegnato per un progetto. Il manuale ha risposto a molte domande, ma non a tutte. Come devono essere strutturate le vostre linee guida?
Abbiamo già pubblicato delle linee guida beta per il progetto Lattich, che verranno poi ulteriormente perfezionate. L'obiettivo finale è consegnare ai nostri partner edili delle linee guida BIM di circa 20 pagine, non di più, così che chi legge al termine sappia ancora cosa c'era scritto nella prima pagina. Per questo settore il manuale deve essere piccolo, immediato, sintetico e conciso.

Come si è svolto il lavoro dei singoli progettisti specializzati nel progetto Lattich?
I nostri disegnatori edili hanno agito da direttori di progetto con l'obiettivo di raccogliere esperienze di coordinamento delle opere BIM durante il progetto Lattich. Purtroppo gli architetti non hanno realizzato i disegni in 3D, nonostante inizialmente fosse loro intenzione: a causa di risorse insufficienti purtroppo non è stato possibile. Ma, a partire dal disegno della costruzione in legno, hanno lavorato nel modello in 3D, progettando su tale base la facciata. La conduzione era quindi affidata al costruttore in legno, che ha fornito all'architetto i progetti di realizzazione su cui si sono basati anche gli interventi dell'idraulico, dell'elettricista e del tecnico del riscaldamento.

Come avete organizzato il lavoro dei diversi artigiani attraverso il BIM?
La condivisione dei progetti si è svolta attraverso una piattaforma Open BIM, in cui è possibile caricare e condividere i file IFC. I dati dei progetti vengono rappresentati con un approccio visivo. Inoltre, i progettisti specializzati possono comunicare tra loro sul server, porre domande e assegnare incarichi. Ciò consente di ridurre lunghi scambi di corrispondenza e-mail.

In questo modo tutto viene organizzato per via digitale o vi siete incontrati anche al di fuori della piattaforma, cioè nella vita reale?
Sì, è anche necessario uscire dal mondo digitale e sedersi insieme attorno a un tavolo. In occasione di queste riunioni tutti i progettisti specializzati che hanno realizzato
i progetti in 3D si sono incontrati per discutere insieme di problematiche concrete. Anche in fase di preparazione si erano già tenuti due o tre incontri generali per visionare l'intero progetto BIM.

La carenza di competenze BIM rappresenta oggi un criterio di esclusione?
In effetti, sì. Ma è sempre meglio un artigiano che conosce bene il proprio lavoro rispetto a un altro che disegna in 3D. ma non è poi in grado di realizzare il progetto. Credo che si debba evitare di prendere troppo sul serio l'approccio BIM. Per gli interventi principali, ossia idraulici, elettrici e di riscaldamento, è sicuramente utile e vantaggioso, ma che un tecnico di copertura tetti disponga o meno di tali competenze, non è un fattore così decisivo. L'impianto solare viene comunque disegnato in 3D perché il progetto viene fornito dall'elettricista o dal tecnico di riscaldamento. Attraverso il progetto Lattich abbiamo imparato molto, anche sul piano personale, su come relazionarci con i vari soggetti affinché trovino il coraggio di iniziare a progettare in 3D. blumer-lehmann.ch

Adi Grüninger, Blumer-Lehmann AG
Adi Grüninger è co-responsabile dei processi digitali presso Blumer-Lehmann AG a Gossau (SG). Il suo obiettivo principale è promuovere l'introduzione di una catena di processi digitali all'interno dell'azienda. Dal 2014, Grüninger colllabora anche presso la facoltà di architettura e arte del Politecnico federale di Zurigo in qualità di docente di 3D scan e modeling e come responsabile del team di ricerca della cattedra. All'inizio della sua carriera professionale ha seguito una formazione da meccanico (polimeccanico). In ambito BIM, Blumer-Lehmann AG offre ai committenti i seguenti servizi: consulenza e realizzazione di progetti di costruzione con processi BIM, calcolo dei costi in base ai dati di progetto IFC, utilizzo
della piattaforma BIM come strumento per la strutturazione del processo BIM, una solida rete di produttori e imprese subappaltatrici a conduzione del titolare con competenze in ambito BIM, coordinamento di diversi subappaltatori entro il processo BIM e utilizzo dei dati digitali di progetto BIM per la direzione dei lavori e il montaggio.

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