Funivia della Feliciá

23/03/2016

Sfuggire alla nebbia e imparare a conoscere l’edilizia in legno dal suo lato più bello. La nuova funivia sul Weissenstein offre questa opportunità.

La vecchia seggiovia del Weissenstein è già dimenticata, così come il tira e molla durato per anni per la nuova costruzione dell’impianto di risalita. Migliaia di persone dalla regione di Soletta affluiscono alla loro montagna, e sono ben pochi quelli che rimpiangono la corsa sul vecchio lift, quando battevano i denti dal freddo avvolti nella coperta di lana. Il nuovo impianto di risalita convince non soltanto per comfort e velocità, ma è anche un paradigma per l’edilizia in legno svizzera. Le eleganti strutture del tetto dei tre edifici delle stazioni sono state realizzate con il solo utilizzo di legno svizzero. E dunque nei prossimi anni, il Weissenstein sarà quasi certamente la meta di parecchie visite scolastiche delle scuole di formazione del settore.

Dietro il bel risultato c’è un vero e proprio «rush finale». Alle tre imprese di edilizia in legno incaricate rimanevano solo dodici settimane per montare l’involucro dell’edificio delle tre stazioni. Sul cantiere erano presenti contemporaneamente fino a 25 carpentieri. «In 30 anni non mi era mai capitato di avere scadenze così difficili da rispettare», dice Beat Bader, amministratore delegato della Bader Holzbau AG di Aedermannsdorf (SO). La sua ditta ha preso in carico tutti i lavori di edilizia in legno in collaborazione con la Späti Holzbau AG di Bellach (SO) e con la Holzbau Moosmann AG di Rüti bei Büren (BE). L’insolito lavoro di squadra è riuscito con maestria. Decisivo è stato, secondo Bader, il fatto che i collaboratori delle varie ditte sul cantiere si siano comportati sempre come una squadra e non come concorrenti.

DOLCE ROTONDITÀ, DURO LAVORO
La zona del Weissenstein è iscritta nell’inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d’importanza nazionale (IFP). In questo delicato ambiente, le tre stazioni della funivia danno l’impressione della catasta di tronchi che viene approntata nel bosco per il successivo trasporto.

«Gli edifici dovevano integrarsi al meglio all’interno del paesaggio. Per questo, oltre alla scelta del legno come materiale, abbiamo optato per forme discrete senza spigoli», spiega Guido Kummer dello studio di architettura Guido Kummer + Partner di Soletta. Anche la colorazione naturale dei tetti delle stazioni si armonizza con l’ambiente circostante.

Le funivie sono severamente normate e vigilate dall’Ufficio federale dei trasporti (UFT). Per la funivia del Weissenstein, anche altre autorità e organizzazioni avevano posto numerose condizioni. Soltanto l’approvazione del progetto da parte del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) comprendeva 183 pagine. «Coordinare il tutto è stato un compito ambizioso», riassume Guido Kummer. Il budget limitato della Seilbahn Weissenstein AG e le tempistiche estremamente strette per il montaggio sono state ulteriori sfide. Grazie a una stretta collaborazione, a grande motivazione e a tanta tenacia da parte di tutte le parti coinvolte, è stato tuttavia possibile inaugurare la funivia nei tempi previsti.

TECNICA NASCOSTA
Le dimensioni compatte delle stazioni la dissimulano. La maggior parte della tecnica è nascosta nel sottosuolo. Lo scavo per la stazione a valle, ad esempio, nella stazione di Oberdorf (SO) arriva a una profondità di 15 metri nel terreno, che ha reso necessaria la messa in sicurezza del pendio. La stazione intermedia di Nesselboden è situata a sua volta in un’area franosa. Poiché la costruzione ospita tutti i motori e il rinvio dell’asse della fune, è stata necessaria una complessa opera di fondamenta. Anche la nuova stazione a monte, che sorge in parte su calcare frammentario del Giura, si sono dovute costruire solide fondamenta.

La parte di funivia e la costruzione in legno sono nettamente separate dal punto di vista tecnico-edilizio. Nonostante questo gli edifici comunicano l’idea di un insieme armonioso. Dal punto di vista geometrico, le tre stazioni hanno una sezione congruente. La misura delle travi curve rimane la medesima da valle fino alla stazione a monte, tuttavia cambia la misura della loro curvatura. Questa misura è di 1,8 metri a valle, di 1,2 metri sul Nesselboden e di 1 metro a monte. Rendendo le travi più fitte si possono soddisfare i requisiti statici, perché all’aumentare dell’altezza aumentano anche il carico eolico e di neve da sopportare.

L’interno della stazione intermedia ricorda lo scafo di una nave. Come le ordinate di una nave, le grosse travi curve descrivono archi sopra le funi in acciaio della funivia.  Le travi sono state realizzate nello stabilimento della nuova Holzbau AG (n’H) in legno svizzero. Le travi sono tagliate perpendicolarmente e assemblate con un giunto snodato (GSA-G). Alla base poggiano esattamente sull’asse della copertura in calcestruzzo. «Le travi curve trapassano il tetto», dice Andreas Lüthi, ingegnere di n’H a capo del progetto. Le travi sono fissate e avvitate a piastre di fondazione. Un profilo in acciaio HEB è colato all’interno della copertura in calcestruzzo, perpendicolarmente al piano delle travi, e regge le piastre.  In fase diprogettazione 3D in CAD sono state considerate non solo le strutture in legno, ma anche i volumi adiacenti di costruzione in muratura massiccia.  In questo modo è stato possibile individuare ed evitare per tempo alcune prevedibili collisioni.

«ZANNE D’ELEFANTE»
Per il montaggio delle travi i carpentieri avevano a disposizione solo cinque giorni per ogni stazione. Grazie alla stretta collaborazione con gli impresari costruttori è stato possibile premontare prolunghe delle travi o «zanne d’elefante», come le hanno chiamate i carpentieri. Per minimizzare il rischio di incidenti, è stata sempre premontata in officina la trave più frontale, andando a formare un solo elemento con il cassero del tetto. 
Un parapetto provvisorio ha garantito la messa in sicurezza contro la caduta. Grazie a questa idea di Jürg Affolter, amministratore delegato di Moosmann Holzbau AG, è stato possibile montare le travi in modo semplice e sicuro. Un fattore di successo sono stati anche i buoni rapporti dei carpentieri con gli impresari. «Non solo per le opere edili in legno, ma anche per quelle in muratura, i committenti hanno scelto imprese della regione. Così noi carpentieri e impresari ci conoscevamo già da altri cantieri e siamo andati d’accordo, invece di litigare magari per la gru», dice Beat Bader.

I passeggeri arrivano da sud-ovest alla stazione intermedia di Nesselboden. Qui cambia la direzione della fune. Il secondo tratto della funivia porta in direzione nord sulla cima del Weissenstein. Per questo l’edificio è inclinato di 43,83 gradi.  Questo ha reso necessaria una trave di compluvio e displuvio di 48 × 84 centimetri di spessore con classe di resistenza GL-36k. A questo travetto inclinato, incollato a blocco, sono state incardinate le travi curve.

PROTEZIONE DA VENTO E INTEMPERIE
Sul Weissenstein il vento soffia portando pioggia e neve, a una velocità che raggiunge i 140 chilometri orari, fin nelle fessure più profonde del tetto. Nella stazione a monte, con la sua facciata di finestre estese su tutta la superficie, si dovevano sopportare contemporaneamente due carichi: «Se il vento soffia da nord, il “Bise” preme con tutta la sua forza sull’intera costruzione. Quando c’è maltempo, il vento in arrivo da ovest soffia nell’edificio da un lato come in un sacchetto di plastica. La facciata di finestre doveva perciò essere perfettamente ancorata alla struttura del tetto in termini di pressione e di trazione», spiega Andreas Lüthi. Sui tralicci sono stati montati profili in alluminio con viti a filettatura completa. Le viti da 8 × 100 millimetri non sono certo particolarmente grandi, ma è stato necessario montarne una quantità doppia rispetto al solito. Il cassero del tetto è stato esplicitamente definito come protezione dalle intemperie. «Otteniamo l’impermeabilità richiesta con la costruzione sottotetto», spiega Andreas Lüthi. Dopo una lunga ricerca si è optato per una guaina Contec per tetti piani. Il prodotto, che ha uno spessore di ben quattro millimetri, ha proprietà uniche di deformabilità ed elasticità che hanno facilitato molto il montaggio. 
È stata possibile la posa di tappetini sottotetto grandi fino a 50 metri quadri in un unico pezzo, giuntandoli con poche saldature.

Le parti interne del tetto dei tre edifici sono state sottoposte ad un trattamento incolore contro l’umidità. Il cassero inferiore del tetto, di 40 millimetri di spessore, in abete rosso, ha una struttura a mortasa e tenone ed è ricoperto da un cassero diagonale di 20 millimetri di spessore in abete bianco. All’esterno, il rivestimento del tetto è stato tinteggiato color grigio-argento. Non importa quanto piove o nevica sul Weissenstein: almeno nella stazione, i passeggeri della nuova funivia saranno all’asciutto.

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