I ponti barocchi dell'Emmental

08/02/2017

Nell’Emmental ogni ponte in legno ha la propria peculiarità, il proprio carattere e la propria storia. Raccontata e illustrata con passione dallo scrittore Hanspeter Buholzer e dal fotografo Daniel Fuchs.

«Nell’Emmental l’epoca barocca è durata più a lungo rispetto agli altri luoghi», spiega Hanspeter Buholzer. Molti dei ponti conservati ancora oggi vengono proprio da questo periodo barocco, che nell’Emmental si è protratto fino al XIX secolo e solo allora è stato rimpiazzato dalle opere ingegneristiche più snelle.

Colonne pensili imponenti
La caratteristica principale dei ponti barocchi costruiti dai carpentieri è costituita dalla sontuosità del legno utilizzato e dal dimensionamento delle travi. Tipiche le imponenti colonne pensili in legno di quercia, squadrate a mano con l’accetta. Il loro diametro può superare il mezzo metro. Altrettanto caratteristiche le nervature rotonde, legni inseriti trasversalmente e mortasati, che hanno forma ricurva e rinforzano i pilastri.

Fino al 1979 per la costruzione dei ponti di legno nell’Emmental si adoperava esclusivamente legno massiccio. Nel suo libro «Holzbrücken im Emmental» (Ponti di legno nell’Emmental) Hanspeter Buholzer presenta con chiarezza la lavorazione storica delle travi, i contrassegni dei singoli elementi dell’orditura per il montaggio, i raccordi in legno, le strutture e i relativi strumenti impiegati dai carpentieri, il tutto illustrato da fotografie dettagliate o disegni. Nel complesso ha rappresentato 32 ponti di legno dell’Emmental. Dopo un piccolo excursus nella storia dei trasporti in Svizzera e attraverso le varie epoche architettoniche dal Medioevo all’età moderna, nell’appendice Buholzer conduce il lettore alla scoperta dei circa 230 ponti in legno coperti della Confederazione.

«Essendo stata risparmiata dalle distruzioni di due guerre mondiali, la Svizzera offre una concentrazione unica in Europa di ponti in legno coperti», spiega l’autore. Nell’Emmental si registra una particolare concentrazione di queste costruzioni: in un’area la cui superficie corrisponde a meno del 2% del paese se ne trovano ben 36.

Hüslibrücke e Schwingersteg
«Nell’Emmental è inconcepibile un ponte di legno non coperto», racconta Buholzer. È vero che alcune costruzioni più recenti come il ponte Schachenhausbrücke di Trubschachen o l’Obermattbrücke di Emmenmatt non hanno un tetto, ma la popolazione non li ha mai considerati ponti di legno. L’immagine dei cosiddetti Hüslibrücken è profondamente radicata nella percezione degli abitanti di questa regione».

Alcuni dei ponti di legno più antichi dell’Emmental hanno più di 400 anni, mentre il ponte coperto più recente presentato nel libro risale al 2013. Il moderno ponte Neumatt è chiamato anche «Schwingersteg». È stato costruito nel 2013 per ordine della città di Burgdorf e del comune di Kirchberg come collegamento ciclabile. È stata realizzata una struttura dotata di una sofisticata intelaiatura, che ricopre l’intera larghezza del fiume Emme in un arco leggero e privo di supporti. Il più piccolo dei ponti dell’Emmental si trova nel comune di Röthenbach ed è lungo dieci metri. Il ponte sicuramente più noto collega i comuni di Hasle e Rüegsau. Nel 1839 era considerato il più lungo ponte ad arco del mondo e un capolavoro di tecnologia edilizia – come il suo gemello di Zollbrück. Ma questa costruzione ha condiviso il destino di molti altri ponti, che vittime di incendi, putrefazione, parassiti o del traffico crescente non sono riusciti a sopravvivere allo scorrere del tempo. Buholzer ha dedicato un capitolo a sé anche a loro.

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