La capsula del tempo

23/01/2019

L’Aarhof a Soletta è definita una capsula del tempo per le sue caratteristiche storico-architettoniche. Non lontano dal fiume Aare, questo edificio è un eccellente esempio di conservazione della cultura edile dei primi del XVII secolo, realizzato con mura massicce di pietra di cava. Nel corso del tempo è stato oggetto di vari interventi. Il più recente è il meno invasivo.

Con la ristrutturazione del 2017, la storica tenuta estiva è stata riportata allo stato originario. Il tecnico esperto in costruzioni in legno, Pascal Wertli, ha seguito passo per passo la trasformazione dell’edificio, che da tenuta disabitata è diventato ora un elegante studio medico associato.

«L’Aarhof è per noi un punto di riferimento che guarda al futuro», afferma Pascal Wertli. È orgoglioso del lavoro svolto in 11 mesi con la sua squadra. Con altri due soci, il 26enne specialista in costruzioni di legno ha fondato quasi tre anni fa la Jura Holzbau AG con sede a Zuchwil (SO). La ristrutturazione dell’Aarhof di Soletta, classificato come edificio di interesse storico, è uno dei progetti più importanti eseguiti dall’azienda. Nel 1609 Werner Müntschi, consigliere di Soletta, fece costruire l’Aarhof come tenuta di campagna. Nel 1619 fu aggiunta la caratteristica torretta della scala. Nel 2016, a più di quattrocento anni dalla costruzione, dopo oltre una dozzina di proprietari, vari interventi e ristrutturazioni successive, era ancora possibile intravedere l’originaria struttura di base del prestigioso edificio. Ma era chiaro che ci sarebbe voluto tempo e denaro per ripristinare gli elementi architettonici della struttura e riportarli all’antico splendore. Per molto tempo l’Aarhof è stata motivo di preoccupazione per la città di Soletta. L’edificio era di fatto disabitato da 15 anni. Nel 2016 Andreas von Roll è diventato proprietario dell’immobile. Con il cambio di proprietà ha avuto inizio la trasformazione in «Schloss Aarhof - das Praxiszentrum für Bewegungsmedizin (Castello Aarhof - Centro medico privato di medicina del movimento)», come oggi viene ufficialmente chiamato l’edificio. Von Roll non è solamente il nuovo proprietario. All’Aarhof egli esercita anche la sua professione di specialista FMH di chirurgia ortopedica. Il centro medico si trova nella zona ovest di Soletta. Una strada separa l’immobile dal fiume Aare. I pazienti, entrando dal viale di accesso nel cortile dell’edificio di 7800 metri quadrati di superficie. Da gennaio 2018, von Roll e altri tre medici e fisioterapisti accolgono i pazienti negli ambulatori e nelle sale dei trattamenti, che hanno recuperato lo splendore del passato. «Ovunque ci sono dettagli, qui un camino, là un Brünnli decorato. Ma ciò che più di tutto sorprende chi varca la soglia di questo antico edificio è l’uso straordinario del legno», spiega von Roll. I pezzi di carbone sono ancora incandescenti nel suo ambulatorio, il camino si è appena spento. «Molti avevano paura di rilevare l’edificio per le condizioni degli elementi architettonici e della statica», racconta volgendo lo sguardo su Wertli: «Ci si deve solo assicurare di avere artigiani bravi come Pascal.» Se poi un artigiano di questo calibro resta sul posto anche dopo la ristrutturazione, si è proprio in una botte di ferro. Esattamente è quello che è successo con Wertli, che ora vive come inquilino nella dependance sul retro dell’edificio principale. La struttura portante dell’Aarhof è ancora ben conservata ed è costituita all’esterno da mura in pietra di cava spesse fino a un metro, mentre all’interno sono presenti pareti a traliccio, travature e doppia capriata. Il piano seminterrato e il piano terra sono formati da una sottostruttura in argilla riempita di ghiaia, parzialmente cementata. Mentre le prime tracce di carpenteria artigianale sono già visibili al piano terra con il soffitto a cassettoni e il parquet, è solo ai piani superiori che l’elaborata struttura costruttiva in legno può essere ammirata nella forma di una costruzione a traliccio in legno e di una travatura, e con la capriata del tetto. Le pareti interne sono composte da un montante intonacato con tamponamenti in pietra di cava. Pavimenti in legno massiccio con posa a incastro o a tenone, parquet a listoni, a quadrotti o a spina di pesce e soffitti riccamente decorati testimoniano la varietà delle lavorazioni in legno negli interni. Sono questi i dettagli che affascinano le persone quando entrano nell’Aarhof.

Rispetto del nucleo architettonico dell’edificio
«Le lavorazioni antiche del legno mi interessano molto», spiega Wertli con entusiasmo. Osserva la maestria delle opere artigiane di un tempo non senza un po’ di malinconia: «Tutti questi elementi, molto essenziali e curati nei minimi dettagli. Opere di livello così alto richiedono un lungo lavoro. In passato, la manodopera era economica e i materiali costosi. Oggi è il contrario.» Von Roll ha conferito a Dual Architects BSA SIA di Soletta l’incarico della completa ristrutturazione. Il progetto è stato concepito in modo da rispettare gli elementi architettonici storici e la struttura di base esistente. A ogni piano l’accesso ai vari ambienti avveniva attraverso un corridoio centrale. Lo smantellamento delle superfetazioni e degli strati di materiale preesistenti è stata una necessità, da un lato per consentire un uso contemporaneo e dall’altro per dare evidenza alle proporzioni spaziali. L’accesso avviene attraverso l’ingresso ai piedi della torretta della scala. Al piano terra, a sinistra del lungo corridoio, si trova la sala delle terapie, un tempo sfarzosa sala da ballo. «Se il mio intervento non si vede, vuol dire che è pienamente riuscito», afferma Wertli, indicando verso l’alto. Nell’ampia sala con camino, colonna in pietra, lampadario a corona e finestre alte a soffitto, è il restauro di quest’ultimo con le stelle dorate ad attirare l’attenzione. In ogni punto del soffitto è stato necessario riparare i dettagli più piccoli. Due elementi a cassetta sono completamente nuovi. Il colore del nuovo legno è stato adattato a quello già esistente. Il parquet è stato riparato, oliato e nuovamente levigato, ed è ora difficile distinguere tra vecchio e nuovo. Alla fine del corridoio, sulla destra, un passaggio conduce ai servizi igienici, agli spogliatoi e alla sala d’attesa. Tuttavia, l’ammodernamento non ha lasciato del tutto inalterato l’edificio sotto tutela. Al piano terra, un ascensore in metallo è celato in un’apertura tra le massicce pareti in mattoni. Si trattava di un intervento necessario per consentire un accesso senza barriere agli ambulatori dei piani superiori. La tutela dei beni culturali aveva espresso inizialmente alcune perplessità sul cambiamento della struttura di base. Il progetto, tuttavia, prevedeva un intervento piuttosto contenuto. Per un edificio di oltre 400 anni, l’installazione di un ascensore è certamente un intervento consistente. Ma niente di straordinario per i tecnici del legno esperti come Wertli. Le soluzioni sono state individuate di comune accordo con l’ingegnere. Solo gli elementi architettonici originali dell’edificio hanno lievemente complicato il progetto: «La costruzione del soffitto presentava distanze di notevole entità. Abbiamo dovuto ricalcolare l’intera statica dell’edificio. La struttura portante non soddisfaceva gli standard costruttivi odierni, quindi non potevo continuare a lavorare secondo la tabella di marcia prevista.» La nuova struttura del pavimento viene enfatizzata nell’anticamera del primo piano. Le assi di legno massiccio, lunghe nove metri, provengono originariamente dall’armeria di Soletta e, a tale scopo, sono state spazzolate e piallate fino a raggiungere i 27 millimetri di spessore. In questo piano si trova anche la sala di radiologia di 14 metri quadrati di superficie, la cui realizzazione è stata oggetto di particolare attenzione. «La macchina a raggi X pesa 600 chilogrammi. Un nuovo pannello di legno sul pavimento distribuisce i carichi su un’ampia superficie. Al piano inferiore abbiamo creato nuove finiture e installato una trave in acciaio», spiega Wertli.

L’idea della perfezione come criterio è un errore
Nella sala d’attesa, Jura Holzbau AG ha apportato alcune migliorie al parquet a spina di pesce, in modo che anche le nuove tavole presentino qua e là alcune imperfezioni. Un pavimento senza difetti qui sarebbe apparso fuori luogo. La perfezione intesa come criterio nella ristrutturazione di edifici storici si rivela un errore, conferma Wertli. Questo vale anche per una nuova parete realizzata al piano superiore. Era diritta. Troppo diritta per questo edificio. Ecco perché i tecnici delle costruzioni in legno hanno dovuto ricostruire la parete – questa volta leggermente imperfetta. Al primo piano, dietro la reception, si trova anche l’ambulatorio del committente, il dottor Andreas von Roll, luogo in cui riceve i suoi pazienti. Quando si entra nella stanza, si notano il camino a sinistra e l’uso di molto legno nel pavimento e sul soffitto. Questa atmosfera ha un effetto rilassante sui pazienti più nervosi, spiega von Roll. Al secondo piano, i fisioterapisti si prendono cura del benessere fisico in cinque sale per la terapia. Jura Holzbau AG ha eretto nuove pareti per i servizi igienici e un piccolo locale tecnico. Come al primo piano, anche qui sono state installate le tavole del pavimento del vecchio arsenale. L’ascensore giunge solo fino a questo piano, per salire più in alto si utilizzano i gradini di pietra della torretta della scala del 1619. La prima fermata è la capriata a doppia altezza con un’unica copertura con embrici. Negli interventi di ristrutturazione previsti nel 2017, il tetto non era incluso. Questo significava prevedere nuovi lavori in futuro. A marzo 2019 si proseguirà infatti con la ristrutturazione del tetto. Un altro progetto potrebbe essere la cappella nel giardino, una costruzione in legno a due piani risalente al 1630.

Escamotage tecnici per la protezione antincendio
Per quanto riguarda la protezione antincendio, l’ascensore doveva essere sganciato al suo interno e progettato come unità separata secondo i requisiti della norma EI 60. «I costi principali erano pertanto a carico dell’imprenditore costruttore», aggiunge Wertli. Le porte che separano le singole unità sono state realizzate come porte tagliafuoco EI 30. In teoria le porte della torretta della scala devono essere sempre aperte in direzione di fuga. Secondo Wertli, questo tecnicamente non è possibile. «In alternativa sono stati installati dei simboli luminosi che indicano le vie di fuga», spiega il tecnico specializzato in costruzioni in legno. La scala della torre conduce dal sottotetto a una piccola stanza, un tempo sala di preghiera. In cima si trova la stanza della torre. Da qui si ha una vista sul fiume Aare e su un altro progetto edilizio di cui Jura Holzbau AG si sta occupando: la ristrutturazione di una vecchia soffitta. Con l’Aarhof, Wertli è stato definitivamente sedotto dal fascino del patrimonio edilizio storico, e ora, professionalmente, si vuole dedicare sempre di più a questo ambito. Per questo il tecnico esperto di costruzioni in legno inizierà nel 2019 un corso di perfezionamento professionale «Artigiano nella conservazione dei monumenti storici»

Holzbau SchweizIl portale della industria costruire in legno svizzera