La casa nella casa con il legno Svizzero

22/09/2016

Un fienile quasi centenario grazie a un’eccellente ristrutturazione è stato trasformato in «Stöckli», una piccola casa adiacente alla fattoria. Questo sofisticato progetto richiedeva competenza, precisione e costanza.

Un po’ ovunque in Svizzera troviamo i segni lasciati dall’agricoltura nell’edilizia, ma il più delle volte sono coperti dalle ragnatele. In ogni villaggio è possibile scovare fienili o edifici di economia rurale abbandonati. Le ristrutturazioni ben riuscite sono ancora molto rare. Una di queste si trova a Wängi, tra Frauenfeld e Wil, e risale alla primavera 2016. Il committente, Beat Lüthi, ha dato incarico allo studio Zech Architektur di Romanshorn di ristrutturare un vecchio fienile non utilizzato da molto tempo. L’aspetto esteriore dell’edificio è stato mantenuto, ma all’interno è stato realizzato un cubo con struttura in legno secondo il principio della casa nella casa. 

Questa soluzione ha richiesto costosi interventi statici, tra cui la riqualificazione di mura e solai esistenti e la riprogettazione di una nuova capriata del tetto. Un lavoro proprio come quelli che piacciono al 35enne Stefan Schoch. L’amministratore di Isenring Holzbau AG dopo l’apprendistato ha dato prova delle sue capacità per ben tre volte vincendo i campionati svizzeri delle professioni (2001), il campionato europeo (2002) e i campionati mondiali dei mestieri (2003). Dopo un intenso percorso di perfezionamento professionale, nel 2007 è entrato a far parte di Isenring Holzbau AG come capoprogetto e dal 2011 è alla guida dell’azienda. Già prima del suo arrivo, i suoi predecessori seguivano un modello di business particolare, grazie al quale i clienti possono rivolgersi a un unico fornitore in grado di offrire tutti i servizi di cui hanno bisogno: dallo studio architettonico alla progettazione, fino alla realizzazione dell’edificio in legno e a tutta la direzione dei lavori. Grazie a questo approccio integrale, l’azienda è stata quindi in grado di seguire l’intero progetto edile di Beat Lüthi per oltre 18 mesi. Per le nuove strutture del fienile, eccetto i rivestimenti in legno, è stato utilizzato soltanto legno svizzero. 

Stefan Schoch, siamo di fronte a un edificio unico nel suo genere. Si tratta ancora di un fienile o piuttosto di una casa che finge di essere un fienile?
Dal punto di vista edile è una casa unifamiliare con il carattere di un fienile. Ovviamente tutto questo era voluto. La commissione per la protezione del paesaggio ci ha imposto di mantenere l’aspetto esteriore dell’edificio e noi abbiamo seguito le regole, anche se in alcuni casi questo ha richiesto molto lavoro.


Quali aspetti hanno richiesto più tempo?
Le cose da citare sarebbero molte. Dal punto di vista della struttura in legno la sfida maggiore è stata sicuramente quella dalle ampie distanze da coprire senza alcun sostegno. Il cubo, infatti, di per sé non ne ha e sono presenti anche grandi superfici vetrate. Questo significa che non ci sono elementi che consentano lo scarico del peso e quindi rinforzare il cubo è stato un vero rompicapo. Alla fine siamo riusciti a rinforzare la struttura tramite le capriate che convogliano il peso indietro e lo scaricano sulle pareti di nuova costruzione.

Quali erano le condizioni della statica degli elementi architettonici esistenti?
Non erano ottimali, erano già stati effettuati numerosi interventi. Tutte le pareti interne in muratura quindi sono state nuovamente sottomurate sugli assi portanti e in parte rinforzate con il calcestruzzo. Tranne in qualche caso, al piano terra sono state realizzate anche nuove solette in calcestruzzo. Abbiamo lavorato molto per fare in modo che il cubo al primo piano avesse una struttura solida su cui poggiare.

L’edificio finito ha un aspetto molto preciso e coerente. È stato merito del progetto o della realizzazione?
Probabilmente di entrambi. Il progetto architettonico fino alla richiesta d’autorizzazione a costruire è stato realizzato dallo studio Zech Architektur di Romanshorn. Una volta ricevuto il permesso noi ci siamo occupati dell’intero progetto architettonico esecutivo e della direzione dei lavori. Ci siamo attenuti in modo molto rigido a determinate linee guida fondamentali e non siamo quasi mai scesi a compromessi. Questo è stato possibile anche grazie alla stretta collaborazione con il committente, che conoscevamo già e con il quale avevamo lavorato ad altri progetti in passato. Beat Lüthi abitava affianco e tutti i giorni era in cantiere. Quando avevamo dei punti da chiarire, ci bastava buttare giù una bozza dei dettagli e poi potevamo subito discuterne con lui. 

Si è occupato anche della progettazione e della realizzazione delle finiture interne, ad esempio, della boiserie in abete bianco realizzata con precisione millimetrica e le cui venature continuano senza interruzioni persino lungo i bordi delle porte. È inconsueto che un’azienda specializzata in costruzioni in legno, oltre ai lavori di costruzione, si occupi anche dei dettagli di falegnameria.
Per me anche questi lavori rientrano nelle specializzazioni della nostra azienda: abbiamo dei collaboratori capaci, in grado di eseguire lavori anche molto complessi e che possono seguirci per molto tempo. Durante questo progetto il nostro caposquadra si è occupato di gran parte delle attività di direzione dei lavori. Nella nostra azienda è normale lavorare così. Ma devo ammettere che questo tipo di rivestimenti in legno sono molto particolari. Non vengono realizzati tutti i giorni.

Com’è riuscito a raggiungere questo livello di precisione?
Abbiamo piallato le tavole e le abbiamo incollate su entrambi i lati su un pannello di supporto. L’intero pannello è spesso 22 millimetri. L’umidità dell’aria in questo caso era estremamente importante. Per questo durante la fase di costruzione l’abbiamo controllata e abbiamo montato le tavole soltanto quando i massetti erano già sufficientemente asciutti. 

Si occupa già da molto tempo di lavori di precisione ad alto livello. Ma com’è arrivato alle costruzioni in legno?
Sono cresciuto in una famiglia di contadini e già da ragazzo aiutavo durante i lavori edili in fattoria. Ben presto ho capito che volevo fare delle costruzioni in legno il mio lavoro. A 14 anni avevo già fatto dei giorni di prova e ottenuto il mio posto di apprendistato. 

Dopo l’apprendistato cosa ha fatto?
Subito dopo aver completato l’apprendistato ho partecipato a diversi campionati professionali. In questi contesti bisogna mantenere la calma, anche quando la pressione si fa sentire. Questo ma ha dato una carica enorme. E ovviamente c’è la gestione dell’intero processo, dall’idea alla realizzazione: prima si costruisce una soluzione partendo dalla geometria, poi si passa al disegno, ai ritocchi e, infine, alla realizzazione.

In questi campionanti ha ottenuto per tre volte il primo posto: campione svizzero, campione europeo e, infine, campione mondiale nel settore delle costruzioni in legno. Ripensando a questo intenso periodo della sua vita oggi cosa prova? 
Non è stato sempre facile andare avanti, il lavoro da fare era tanto. Ogni tanto mi è venuto da chiedermi: ma perché lo fai? Ma quando poi si conquista un titolo di questo tipo si prova un senso di riconoscenza incredibile. Non soltanto per la competizione in sé, ma anche nella vita in generale. Per me ha rappresentato una fase di sviluppo molto importante. I concorsi e la vittoria di questi titoli mi ha fatto acquisire molta fiducia e sicurezza in me stesso e capire una volta per tutte che questo era il lavoro giusto per me. 

Cinque anni fa ha assunto la guida di Isenring Holzbau AG. Oggi si occupa principalmente di consulenza e architettura, ma anche di gestione aziendale. Prima di allora aveva già preso in considerazione la possibilità di occuparsi della parte strategica?
In realtà no. Dopo i campionati professionali ho seguito il corso di formazione per tecnici esperti in costruzioni in legno a Biel, poi uno per capomastro per costruzioni in legno e, infine, uno in economia aziendale per attività professionali. Questo è stato il primo a darmi le basi per poter prendere le redini di un’azienda. Prima di allora non avevo mai preso in considerazione quest’ipotesi e non era neppure un mio obiettivo. Sono entrato in quest’impresa nel 2007 e ho avuto due anni di tempo per riflettere sulla possibilità di acquisirla. Fino a quando nel 2011 ho preso la mia decisione. Da allora siamo un po’ cresciuti e abbiamo raggiunto una dimensione per me convincente. 


Essendo l’amministratore della sua azienda conosce sicuramente il settore delle costruzioni in legno in tutte le sue sfaccettature, dall’architettura alla costruzione passando per le coperture, la direzione dei lavori e la garanzia di qualità. Oggi cosa rappresenta per lei il lavoro con il legno?

Chi si occupa di costruzioni in legno in poco tempo può costruire qualcosa di duraturo e con buona visibilità. All’inizio della mia carriera questo era un punto molto importante. Oggi mi piace soprattutto il lavoro di collaborazione con le persone. I clienti portano le loro idee, sviluppiamo un progetto e poi lo realizziamo. Posso accompagnarli, creare insieme a loro qualcosa che li entusiasmi. Quando riesco a rendere un cliente entusiasta del risultato, percepisco la sua felicità e gratitudine.

È felice quando i suoi clienti sono felici?

Sì, questo per me è fondamentale. Penso sia la cosa più importante nella vita: essere contenti di quello che si fa. Per me personalmente è molto importante essere felici del proprio lavoro e dei risultati prodotti. . E spero che questo valga anche per tutti i nostri collaboratori. Ci teniamo molto a portare avanti questa cultura aziendale. 


In questo momento a lei piace soprattutto lavorare con le persone e occuparsi dei processi. Le manca mai l’attività manuale?

Prima pensavo che il lavoro perfetto per me fosse quello pratico, ora ritengo sia mio ruolo attuale. Credo che questo passaggio sia stato una sorta di evoluzione nella mia vita. In questo momento sono molto soddisfatto del mio lavoro, forse più avanti vorrò fare altre cose. Intanto sto continuando anche a seguire altri corsi, perché anche questo fa parte del mio ruolo. 

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