L’Edilizia in legno al centro della Swissbau

23/03/2016

Alla Swissbau 2016 il legno non è certo passato inosservato. La più grande fiera edilizia e immobiliare della Svizzera ha attirato oltre 100 000 visitatori nei padiglioni fieristici di Basilea.

Oltre agli eventi in rete sulla digitalizzazione e sull’efficienza energetica, il tema portante è stato l’edilizia in legno. Il punto focale era in questo senso il padiglione su due piani in faggio della Fagus Jura, collocato in posizione dominante nell’area Swissbau Focus.

Il muro che, per l’apertura della Swissbau – neanche a farlo apposta da parte del Consigliere federale Ueli Maurer, che in tedesco vuol dire muratore – è stato coronato da un’ultima pietra di completamento, non è bastato a nascondere l’evidenza: La Swissbau di quest’anno si sarebbe potuta chiamare anche «Holzbau», ossia edilizia in legno. Questa è stata per lo meno l’intenzione di non pochi dei suoi protagonisti e di numerosi visitatori che nel corso dei cinque giorni della fiera si sono incontrati nel padiglione sud.

Qui, nell’area dedicata alla piattaforma di networking ed eventi Swissbau Focus, tutto gravitava attorno alla domanda «Salvati dalla tecnica? » e molto gravitava attorno al legno. Delle serie di conferenze su leanWood, «Architettura e edilizia in legno in dialogo», «Costruire con il faggio» o «Costruire per il futuro: calcestruzzo e legno!» sono stati soltanto alcuni degli eventi che avevano uno speciale riferimento all’edilizia in legno e che hanno suscitato grande interesse nel settore. Un punto di riferimento per il settore edile sono stati anche i dibattiti e le conferenze sul Building Information Modeling (BIM) e sui temi della sostenibilità. Però, in ultima analisi, al centro degli oltre 70 eventi c’era soprattutto una cosa: il padiglione in legno di faggio, polo d’attrazione e punto d’incontro del settore dell’edilizia in legno.

Il padiglione in legno ha entusiasmato centinaia di architetti
Chi oltrepassava i varchi di accesso del padiglione fieristico sud, veniva a trovarsi direttamente di fronte al padiglione in legno di faggio. Al piano inferiore della superficie di forma ellittica c’erano un banco della reception, un bar e un guardaroba. Avvitandosi attorno allo scalone a chiocciola centrale, gli scalini di faggio portavano al piano superiore. Qui, tende leggere tenevano sobriamente lontana la confusione degli eventi sul palco e, tra le sottili colonne in faggio, consentivano comunque di guardare che cosa accadeva in fiera.L’elegante padiglione è stato in assoluto la calamita della Swissbau 2016.

Il direttore del progetto, Stefan Vögtli della Fagus Jura SA, durante i cinque giorni di fiera ha portato nel padiglione circa 400 architetti e altri visitatori della fiera, spiegando la sottile struttura in legno, che – dai giunti fino alle travi – è stata interamente realizzata con legno di faggio svizzero. Per l’utilizzo di legno nostrano, Vögtli ha ricevuto durante la fiera il «certificato d’origine legno svizzero» della Lignum.

Il faggio come materiale arriva nel mondo dell’edilizia
Con la sua estetica dalla struttura esile, il padiglione ha mostrato soprattutto il grande potenziale del faggio come materiale da costruzione a elevate prestazioni. Finora il legno di faggio era stato poco considerato nel settore edile. A torto, come pensa Maurice Berrel, architetto e co-titolare di BBK Architekten: «Il padiglione è un pezzo esemplare e dimostra ciò che si possa riuscire ad ottenere con il legno di faggio in termini di costruzione. Elevata resistenza e ridotto peso proprio permettono di costruire strutture sottili.» Berrel ha progettato il padiglione lungo 15 metri, largo dieci metri e alto 6,80 metri, insieme all’ingegnere per l’edilizia in legno Hermann Blumer.

Particolarmente importante era per gli architetti l’immagine esile, che ricorda le lampade di carta di riso del designer giapponese Isamu Noguchi. Le agili colonne e travi in legno di faggio hanno tuttavia una resistenza sufficiente a sostenere i carichi del padiglione di due piani. Blumer spiega: «Il padiglione intende dimostrare che cosa si possa fare con il faggio, con il solo utilizzo di incastri in legno per le giunzioni.» Il fatto che i sottili pilastri di faggio possano sostenere facilmente il peso di un padiglione di due piani, è confermato anche da Thomas Rohner, professore alla scuola universitaria professionale di Berna BFH: «Le proprietà statiche del legno di faggio sono paragonabili a quelle dell’acciaio e del calcestruzzo.»

Il faggio è il futuro dell’edilizia in legno?
Il futuro dell’edilizia in legno è stato un tema di grande rilievo allo Swissbau Focus ed è stato ogni giorno oggetto di dibattiti all’interno degli eventi organizzati per la fiera. Un evento di particolare spicco è stata la conferenza «Costruire con il faggio: le nuove strade che portano al futuro del legno» patrocinata dalla «Denkfabrik Buchentisch» (Fabbrica del pensiero del tavolo di faggio), di recente costituzione. L’ingegnere forestale cantonale Ueli Meier, nell’ambito di questa conferenza, ha richiamato l’attenzione su come un aumento dell’impiego del legno di faggio andrebbe a favore anche del bilancio climatico. «Costruire con il faggio riduce il nostro impatto ecologico a più livelli contemporaneamente. Si risparmiano materiali da costruzione che comportano un forte consumo energetico, come acciaio e calcestruzzo, allo stesso tempo si lega C02 nell’edificio e si consente un utilizzo a cascata. Un obiettivo che la Confederazione sta perseguendo con la politica forestale 2020.» Il faggio avrebbe inoltre il più grande potenziale in termini di innovazione tra i legni svizzeri e questo potenziale appare di gran lunga non ancora sfruttato appieno.

«Dove porta il sentiero “legno”?» Questa è la domanda che si è posto Bruno Abplanalp, CEO di neue Holzbau AG, che ha spiegato le possibilità tecniche della lavorazione del legno duro e ha presentato ai suoi ascoltatori alcuni progetti che sono stati messi in piedi negli ultimi anni con legno di faggio da costruzione. Attualmente sta sorgendo, con l’impiego di legno di faggio, la nuova sede aziendale centrale della Raurica Wald AG di Muttenz con una struttura portante primaria in legno lamellare di faggio.

Anche Thomas Rohner “pensa avanti” come ricercatore: «Il faggio offre la possibilità di immettere contenuti, in modo relativamente semplice, nelle sue cellule e pareti cellulari. «Possono essere impregnanti, ma anche sali, che eventualmente si possono recuperare con metodi chimico-fisici. Ciò significa che presto potremo forse produrre energia elettrica dalle lamelle di faggio.» Una peculiarità del faggio sarebbe il rapporto tra resistenza e peso. L’acciaio, ad esempio, quasi a parità di resistenza alla trazione, pesa 16 volte di più. E il legno di faggio può competere anche con il calcestruzzo in fatto di resistenza alla pressione. «Con il legno di faggio dovremmo puntare soprattutto a raggiungere un modo di costruire ibrido», così Rohner descrive la mescolanza ottimale di materiali e metodi di costruzione diversi; calcestruzzo nelle fondamenta e legno di faggio nella struttura.

In qualità di ricercatore, il legno di faggio gli interessa perché ha il maggiore potenziale di innovazione tra tutti i legni nostrani. Da un lato il legno di faggio offre possibilità straordinarie in ingegneria. Rohner: «La potenza nell’ambito della struttura portante e le tante nuove possibilità offerte dalla tecnologia di giunzione sono assolutamente emozionanti.» D’altro canto la struttura cellulare del faggio può essere facilmente variata e modificata. Il legno potrebbe ad esempio essere reso difficilmente infiammabile e resistente alla putrefazione. «Il faggio è inoltre privo di resina, perciò non libera sostanze irritanti: un aspetto importante per gli allergici.»

Il fatto che il faggio sia adatto per l’edilizia in legno era stato dimostrato dai ricercatori già 30 anni fa, dice Rohner. Essendo però il legno di faggio, per la sua tenacità e durezza, molto più difficile da lavorare del normale legno da costruzione, nessuno ha osato per lungo tempo prendere in considerazione questo legno. Con il progresso tecnico e con l’avanzata dei faggi nei boschi dell’Europa centrale, sarebbe ora cresciuta anche l’esigenza di uno sfruttamento ragionevole del legno.

www.fagusjura.ch

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