Pensavo di poter imparare tutto da solo

06/05/2019

Ogni nuovo inizio presenta delle difficoltà. Anche per Adrian Scherrer che, con il suo primo progetto BIM, ha voluto da subito puntare molto in alto: un progetto internazionale di grande portata, complesso e nell’ordine di qualche miliardo di franchi svizzeri, con cui Treppenbau.ch AG intende progettare una scalinata esemplare.

Quali sono state le difficoltà e le problematiche iniziali? Il maestro carpentiere ci racconta in questa intervista cosa ha imparato dai propri errori e perché desidera condividere la sua esperienza con altri imprenditori.

Treppenbau.ch è impegnata dal 2017 nel primo progetto BIM nella storia dell'azienda: come è nato tutto, signor Scherrer?
In realtà ho cercato di evitarlo. Speravo che una voce di costo così elevata per il BIM all'interno del preventivo sarebbe stata scartata. E invece, il BIM è rimasto come parte integrante del progetto. È così
che Treppenbau.ch ha avviato il suo primo progetto BIM (ride).

Definisce il progetto come il primo "vero" progetto BIM della sua carriera. In che senso?
Alcuni parlano di BIM già semplicemente quando l'architetto elabora un modello in 3D. Per me lavorare con il metodo BIM significa avere un piano di esecuzione BIM al quale tutti si devono attenere. Inoltre sono presenti dei BIM manager e/o i document controller, nonché una piattaforma di gestione basata su cloud per la condivisione.

In che modo ha conosciuto il sistema BIM?
Durante un corso introduttivo obbligatorio ho incontrato il BIM manager e i document controller. In quell'occasione abbiamo interagito attraverso interfacce software. Mi si chiedeva se sapessi esportare i file IFC con il mio programma e se conoscessi Autodesk Revid. In un altro corso ho scoperto in che modo denominare i miei progetti e i documenti da caricare poi su una piattaforma BIM comune. Infine, ho ricevuto il piano di esecuzione BIM, un documento estremamente dettagliato che descrive ogni possibile processo e procedura immaginabili. Ma anche successivamente, durante la fase di progettazione e costruzione, i document Controller e i BIM manager hanno continuato ad affiancare il nostro lavoro, fungendo da referenti per i progettisti specializzati, un servizio che all'inizio ho utilizzato troppo di rado.

Parliamo degli aspetti pratici: com'era strutturato il suo lavoro nel BIM?
Normalmente il processo prevedeva queste fasi: disegnavo il mio componente sulla base del disegno architettonico e tenendo conto delle informazioni dei progettisti specializzati, nonché delle misurazioni da me effettuate. Non appena finito, caricavo il file sulla piattaforma BIM, dove il BIM manager o il document controller verificavano che il mio lavoro fosse in linea con i progetti e disegni degli altri progettisti specializzati. Quando il BIM manager disponeva di tutti i documenti, aveva inizio il controllo di collimazione per verificare che fosse tutto in ordine o se fosse invece necessario eventualmente spostare delle condutture o apportare modifiche alla costruzione. Poi ricevevo una relazione che mi informava se dovevo modificare qualcosa nella mia parte. "Così un grande progetto affoga subito nel caos"

Qual è secondo lei la principale differenza rispetto alla costruzione senza BIM?
La principale differenza risiede nel document controlling (controllo documentale), con l'impiego di cartigli predefiniti, che devono muniti di di diciture dettagliate e denominati: un'azione che comporta un grandissimo dispendio di tempo. Disegnare in 3D è la difficoltà minore, senza dimenticare che nel settore della costruzione in legno utilizzavamo già il software CAD, in linea con i requisiti dell'interfaccia IFC.

Tornando ai lunghi tempi tecnici, fino a che punto ritiene che il BIM semplifichi effettivamente il lavoro di progettazione?
Non saprei come potrebbe essere altrimenti possibile realizzare e gestire con efficienza progetti di tale portata. L'alternativa sarebbe essere sommersi da migliaia di progetti stampati. No, è necessario che prevalga un sistema disciplinato, o un progetto di tali dimensioni, del valore di circa un miliardo di franchi, finirebbe per affogare nel caos. Ho grande rispetto del Lavoro degli appaltatori generali che gestiscono così tanti attori coinvolti. Sceglierei di eseguire anche i lavori di costruzione con il BIM perché dà sicurezza e riconosce a monte le eventuali problematiche. Ma è certamente vero che sono necessari tempo e disciplina per destreggiarsi all'interno del sistema.

Se guardiamo al progetto indietro negli anni, c'è qualcosa che oggi farebbe diversamente?
All'inizio pensavo di poter imparare tutto da solo, non volevo chiedere supporto. In tal senso, i responsabili BIM sanno molto bene che non tutti sono in grado gestire un sistema così complesso. Oggi mi rivolgerei da subito al BIM manager chiedendo esattamente ciò di cui ho bisogno.

Come ha influito questa esperienza sulla sua impresa?
Con il BIM è necessario documentare tutto e i partner devono poter comprendere con chiarezza ogni elemento, un aspetto che può essere considerato sia un vantaggio sia uno svantaggio. In questo momento sto cercando di modificare e sistematizzare le strutture interne dei file nella nostra azienda.

Se per il prossimo progetto dovesse decidere se lavorare con o senza il BIM, cosa sceglierebbe?
Lavorare con il BIM! Sarebbe un peccato non potere sfruttare le competenze acquisite. Mi piacerebbe avviare un progetto di più piccole dimensioni con imprenditori locali, impiegando una forma semplificata di BIM. Evitando di complicare inutilmente le cose, vedo interessanti modalità e opportunità di impiego in modelli su scala ridotta delle esperienze raccolte in questo grande progetto. treppenbau.ch

Adrian Scherrer, treppenbau.ch
Dal 2013 Adrian Scherrer è membro della direzione e socio della ditta Treppenbau.ch AG. Presso la sede di Ganterschwil (SG), il 36enne e i suoi due partner offrono lavoro a 24 collaboratori. Originario di Bütschwiler, nel 2002 ha svolto il tirocinio per diventare carpentiere. Dopo la scuola tecnica si è trasferito in Canada dove ha lavorato per quattro anni. Tornato in Svizzera nel 2010, inizialmente ha lavorato nell’azienda dei genitori. Sono seguiti un corso di perfezionamento in gestione aziendale IFCAM e il diploma di maestro carpentiere.

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