Ventata d’avanguardia a Lenzerheide

16/10/2018

Dalla pista dello Schwarzhorn è impossibile ignorare la Mottahütte: ritiro amato non solo per l’eccezionale cucina, la baita si è recentemente trasformata in un vero e proprio emblema.

La nuova costruzione all’interno del comprensorio sciistico Arosa Lenzerheide colpisce per la linea fuori dal comune della facciata e l’atmosfera speciale dei suoi ambienti. L’imprenditore Christian Egli, che ha seguito i lavori di costruzione in legno nell’ambito della comunità di lavoro Möhr-Salzgeber, ci spiega il ruolo svolto dalla struttura portante in legno. 

La Mottahütte si pone a un’altezza di 2277 metri sopra il livello del mare. Grazie alla sua ubicazione privilegiata all’interno del comprensorio sciistico di Lenzerheide e, non da ultimo, all’ottima cucina, la baita è una meta molto amata dai visitatori. Ma il ristorante alpino, con i suoi 30 anni di storia e 80 posti a sedere, non era più in grado di soddisfare le esigenze moderne ed è stato pertanto oggetto di un intervento di ricostruzione. In seguito a un concorso di progetto, nel 2015 la Lenzerheide Bergbahnen AG ha selezionato l’idea proposta da Giubbini Architekten di Coira.

Involucro dell’edificio in filigrana

Nel suo concept architettonico per la Mottahütte, l’architetto Adrea Giubbini si è ispirato al linguaggio tradizionale delle forme degli edifici montani, tuttavia reinterpretandolo ex novo. Alla costruzione in legno con giunzione aperta, che svolge al contempo una funzione statica portante e di suddivisione degli spazi, è affidato il compito di portare una ventata d’avanguardia nella meta sciistica di Lenzerheide. La linea marcatamente formale della costruzione si riflette in modo sistematico dall’esterno verso l’interno. Dietro la costruzione portante aperta si colloca uno strato isolante mantenuto scuro che conferisce all’involucro dell’edificio leggerezza e un effetto di filigrana. Il meraviglioso tetto sporgente, realizzato secondo la tradizione, protegge la facciata in abete e una parte della terrazza. Le vistose aperture delle finestre garantiscono un’elevata luminosità creando un effetto di leggerezza negli interni, senza risparmiare affascinanti giochi di luce. La costruzione in legno impilato articola gli spazi in aree distinte: al centro della baita è collocata l’area dedicata alla lounge, dove svetta un maestoso camino separatorio attorno al quale si raggruppano, seguendo la linea della facciata, vani di diverse grandezze su cui potersi sedere. I separé trasparenti in legno, con funzione portante, delimitano le aree delle sedute tutte diverse fra loro, lasciando comunque intravedere gli spazi interni nella loro interezza senza compromettere il clima di accoglienza e l’atmosfera da rifugio.

Costruzione a maglie aperta

La superficie pressoché quadrata del nuovo edificio della Mottahütte misura 18,40 per 18,80 metri. Il seminterrato, che funge al contempo da base per la costruzione in legno, è realizzato in calcestruzzo con pareti portanti in muratura. Qui si trovano gli impianti tecnici, i magazzini, gli spogliatoi e le toilette per i collaboratori. Sul lato a monte si colloca il primo piano, anch’esso in calcestruzzo, con cucina, magazzini, area consegne e toilette per gli ospiti. La baita stessa è sviluppata sfruttando una tipologia di struttura in legno non ordinaria, definibile come la moderna interpretazione di una costruzione a maglie: la struttura in legno è stata realizzata da Gebr. Möhr AG di Maienfeld (GR) insieme a Salzgeber + Co. Holzbau di Sils im Domleschg (GR), che per la commessa hanno costituito una comunità di lavoro. Le pareti a maglia della Mottahütte, la cui costruzione consente di svolgere una funzione portante, sono presenti sia negli spazi interni che esterni. Diversamente da una comune struttura a maglie, qui le pareti non creano una superficie chiusa, bensì sono sviluppate in costruzione aperta. Come elementi distanziatori sono stati posizionati tra le travi a maglia non trattate dei mattoni a coda di rondine, i cosiddetti «rössli». «In totale sono stati impiegati 1930 rössli», racconta Christian Egli, direttore di Gebr. Möhr AG.

Collocazione in un’area a rischio valanghe

«Con un’altezza del colmo di 8,15 metri, il tetto in legno, insieme alla costruzione a maglie, costituisce l’effettiva struttura portante», spiega Egli, illustrando il concept di realizzazione. «I carichi verticali dal tetto vengono convogliati sulla struttura in muratura attraverso gli arcarecci e la costruzione a maglie.» Trovandosi in un’area a rischio valanghe, è stato necessario sviluppare la struttura portante in modo che fosse in grado di rispondere a elevatissime sollecitazioni. La costruzione è predisposta per resistere a raffiche di vento fino a 200 km/h e per sostenere un peso massimo della neve sul tetto di 1240 kg/m2 e una copertura di neve ai bordi del tetto di massimo 1280 kg/m2. L’involucro isolante dell’edificio è stato realizzato con tecniche di costruzione a elementi di armatura. Egli spiega: «Le giunzioni dello strato ermetico all’aria degli elementi di armatura con il tetto hanno rappresentato una sfida. Queste pareti sono state collegate alla struttura del tetto con un cuscinetto, poiché nel caso di costruzioni a maglie di tale altezza occorre considerare un cedimento che può raggiungere i 160 millimetri.» Nel complesso per la costruzione i carpentieri hanno impiegato 183 m3 di legno d’abete rosso, insignito del Marchio di origine Legno Svizzero. Il peso complessivo della costruzione in legno, inclusi i componenti in acciaio, raggiunge le 143 tonnellate. «È stato necessario trasportare tutto il materiale dal parcheggio a valle di Heimberg fino al cantiere utilizzando un elicottero K-Max», racconta Egli. Per trasportare i componenti del tetto e delle pareti e il legno delle maglie, sono state necessarie 45 rotazioni con l’elicottero. La tempistica di realizzazione della costruzione è risultata altrettanto ambiziosa. Il vecchio edificio è stato smantellato immediatamente alla chiusura della stagione invernale 2017, con l’obiettivo di inaugurare la nuova struttura entro l’inizio della stagione sciistica 2017/18. In tutto ciò, le opere in legno hanno rappresentato il problema minore: grazie alla prefabbricazione e una tempistica di montaggio di appena tre settimane, la struttura a maglie è stata eretta celermente.

Principio di incendio alla Mottahütte

Poco prima dell’apertura, a inizio novembre la struttura ha dovuto subire un contraccolpo: quando la mattina gli operai si apprestavano a iniziare i lavori, nell’edificio è stata rilevata la presenza di un denso fumo. I pompieri di Lenzerheide si sono recati sul luogo dell’incendio mediante cabinovia, scendendo con mezzi su pista dalla stazione intermedia di Scharmoin. Si era generato un principio d’incendio all’interno delle cabine tecniche in cantina, che ha generato una grande quantità di fumo. A causa dell’elevato calore e del fumo, tuttavia, anche altre aree dell’edificio hanno subito danneggiamenti, per un totale di circa un milione di franchi. Oltre alla pulizia operata da una ditta specializzata, è stato necessario sostituire diversi impianti, rivestimenti e condutture. Nonostante qualche ritardo, grazie al supporto delle imprese coinvolte nella costruzione, è stato comunque possibile consegnare la Mottahütte entro i tempi prestabiliti ai gestori Bianca e Sergio Andreatta, che hanno aperto la baita per le festività natalizie del 2017.

Organizzazione funzionale

Il ristorante alpino conta ora 120 posti a sedere nell’area interna e altri 240 sull’ampia terrazza soleggiata. Inoltre, l’accogliente lounge invita gli ospiti a intrattenersi davanti al camino. L’organizzazione funzionale della Mottahütte si articola in tre aree: la massiccia traversa posteriore è organizzata, con la cucina e l’ufficio, come ala di servizio in modo tale da poter gestire in maniera ottimale sia l’area ospiti che la terrazza. I tragitti sono brevi e ottimizzati sul piano operativo per prevenire sovrapposizioni indesiderate dei percorsi di staff e ospiti. L’area per le consegne e l’ingresso del personale sono collocati sul lato nordest e operano in autonomia. L’ampia terrazza accoglie gli ospiti in inverno. L’area immediatamente di fronte allo spazio per i visitatori gode di un irraggiamento solare ottimale, è protetta dal vento e offre un panorama straordinario. È presente inoltre un’area bar con self-service e tavolini alti, nonché uno spazio leggermente appartato arredato con sedie sdraio. L’area della terrazza si articola su piani leggermente diversi in altezza, così da evidenziare i diversi ambiti di utilizzo. Lo spazio dedicato agli ospiti è il cuore della nuova costruzione. Al centro, nella lounge con camino, scoppietta un fuoco a vista. Lampade a forma di palla di neve pendono dal soffitto sopra le poltrone in tessuto. L’ambiente che ne consegue, tanto rustico quanto moderno, è dominato da componenti in legno non trattato, in contrasto con le stoffe e il mobilio scuri. Nei vani di diverse dimensioni su cui potersi sedere, disposti lungo la parete esterna, sono stati collocati i lampadari della vecchia Mottahütte, stabilendo un affascinante trait d’union tra la nuova costruzione e il passato.

Holzbau SchweizIl portale della industria costruire in legno svizzera