«Un progetto di tale portata è assolutamente fattibile»
Il complesso residenziale di Meilen (ZH) è stato concepito per offrire un alloggio confortevole a persone di tutte le età, con affitti sostenibili. Era questo l’obiettivo di una fondazione che ha puntato sulla sostenibilità a 360 gradi. Sono stati costruiti 104 appartamenti in una struttura in legno massiccio con componenti in argilla.
Testo Sue Lüthi Immagini Sue Lüthi; riprese interne Andrea Helblin Progetti Duplex Architekten AG, Nägeli AG
L’avventura è iniziata con un concorso di architettura vinto dallo studio Duplex Architekten di Zurigo. Tramite la gara d’appalto il gruppo di progetto cercava un’impresa di costruzioni in legno che rispondesse a precisi requisiti: legno lunare svizzero, argilla e calcestruzzo a basse emissioni di CO2. «Quando la committenza è venuta a farci visita nella nostra azienda a Gais (AR), è stato chiaro fin dal primo momento che condividevamo la stessa visione e che avremmo proseguito il cammino insieme», afferma Clemens Koller, responsabile di progetto presso Nägeli AG.
Sei edifici sono stati collocati sul terreno in leggera pendenza lungo il Dollikerbach, a Meilen sul lago di Zurigo, in modo da formare una piazzetta. Le strutture sono costituite da due o tre unità, connesse tra loro mediante un elemento di snodo, che rende le tipologie di alloggi varie e interessanti: si passa infatti dai monolocali agli appartamenti da 6 vani e mezzo. Il legno e l’argilla sono determinanti per creare un clima abitativo gradevole, mentre le planimetrie articolate assicurano la qualità degli spazi. Nicchie e rientranze nel tetto offrono angoli di quiete; al contrario, terrazze, balconi e zone di seduta possono trasformarsi in spazi di incontro. Gli accessi si snodano attraverso la piazzetta costeggiando atelier e aree comuni, in un continuo andirivieni che anima gli spazi. Inoltre, al momento della locazione, si invita ad aderire a una carta che mira a promuovere lo spirito comunitario. Pensionati, studenti e famiglie sono incoraggiati a confrontarsi e sostenersi a vicenda, se lo desiderano. Sul lato opposto alla piazzetta, gli inquilini godono di una vista sul verde, verso il Pfannenstiel o
il Lago di Zurigo e le montagne.
Insieme e fianco a fianco
Dietro le quinte di questo progetto c’è Gabriella Burkard, una donna che ha voluto investire in un’iniziativa significativa e che vive lei stessa nel complesso residenziale. Il suo obiettivo era creare un cohousing sostenibile, pensato per ospitare più generazioni. Ha dato vita alla Fondazione Burkwil e ha gestito il progetto con discrezione, in modo da garantirne sempre la coerenza con i principi di sostenibilità. «Burkwil mi sta molto a cuore. È un luogo dove persone e natura devono poter convivere fianco a fianco», scrive la fondatrice sul sito web. La Fondazione Burkwil è orientata alla sostenibilità e impegnata a livello sociale. Il terreno è stato acquistato dal comune di Meilen nell’ambito del diritto di superficie. La fondazione, priva di scopi di lucro, aveva come intento la realizzazione e la gestione di una soluzione di coabitazione intergenerazionale.
Legno massiccio e pareti in argilla
Le pareti portanti in legno massiccio garantiscono un gradevole clima interno e un’eccellente sostenibilità. Completano la struttura pareti a telaio rivestite in pannelli di argilla, in una percentuale inferiore rispetto a quanto inizialmente previsto. Tuttavia, a causa della mancanza di esperienze a lungo termine e a delle sfide logistiche legate al nuovo processo di lavorazione di questo materiale, si è preferito aumentare l’impiego di legno e ricorrere a pannelli di argilla. All’interno degli edifici la struttura in legno è lasciata a vista. In combinazione con i soffitti in legno lamellare privi di collanti e i pavimenti in anidrite levigata, i materiali semplici si presentano nella loro forma naturale, contribuendo a un clima abitativo equilibrato. L’obiettivo era contenere al minimo l’impiego di calcestruzzo, limitandolo al solo garage sotterraneo, ad alcune porzioni dei piani terra e ai nuclei di distribuzione per scale e ascensori. Una nuova miscela di calcestruzzo a ridotto contenuto di cemento ha contribuito a ridurre le emissioni di CO2 del materiale di circa il 50%. Per ottenere l’estetica desiderata del calcestruzzo a vista, il getto è stato effettuato all’interno di una cassaforma in tavolato, così da imprimere la struttura del legno sulla superficie.
Nägeli AG e Appenzellerholz
Nel 1988 Hannes Nägeli rileva una falegnameria con quattro collaboratori a Gais (AR) e fonda l’azienda Nägeli AG Holz- und Innenausbau. Poco dopo viene realizzata una nuova officina con centro di taglio. L’attività si concentra sulla costruzione di elementi e telai per case unifamiliari. Hannes Nägeli si impegna a favore di un approccio attento alla natura e si interessa a metodi di costruzione alternativi. Dalla passione per il legno nasce l’idea di sviluppare un sistema costruttivo composto da elementi in legno massiccio privi di colla e metallo. Dopo un’intensa fase di sviluppo e test, nel 2005 il sistema costruttivo a elementi in legno massiccio «Appenzellerholz» viene brevettato e lanciato sul mercato. Dodici anni dopo, Nägeli rileva una segheria e amplia l’azienda con un capannone di produzione a Speicher (AR). Nel 2024 Patrik Nägeli segue le orme del padre. Nelle due sedi, l’azienda occupa attualmente circa 100 collaboratori, di cui 14 apprendisti nelle professioni di falegname, carpentiere e disegnatore. Clemens Koller, 48 anni (foto a pag. 8), lavora da Nägeli AG da 20 anni. Carpentiere diplomato, si è specializzato a Bienne come caposquadra e tecnico, completando in un secondo momento la formazione in biologia edile. Koller è responsabile di progetto e sempre più spesso è attivo nel campo della ricerca e dello sviluppo. naegeli-holzbau.ch
Legno lamellare assemblato senza colla
Sue Lüthi: I sei edifici del complesso residenziale sono stati realizzati con 14 000 metri cubi di legno massiccio. Per le finiture interne sono stati utilizzati pannelli di argilla. Com’è strutturata una costruzione di questo genere?
Clemens Koller: L’elemento centrale è la nostra parete in legno tassellato secondo il sistema Appenzellerholz. Realizziamo gli elementi in funzione dell’oggetto nelle nostre linee di produzione di 50 metri. Disponiamo ogni elemento esattamente secondo il progetto; le aperture per le finestre vengono ricavate in fase di assemblaggio, così da ridurre al minimo gli scarti. La struttura della parete è composta da tavole segate grezze disposte a strati incrociati. Una macchina pratica al loro interno dei fori da 15 millimetri con un interasse di 14 o 28 centimetri, dove vengono inseriti tasselli di faggio spessi 16,2 millimetri. Questi ultimi, compressi in fase di inserimento, si espandono successivamente una volta dentro l’elemento. In questo modo le tavole vengono accoppiate tra loro con una tenuta perfetta. Utilizziamo volutamente tavole segate grezze per evitare perdite dovute alla piallatura e per favorire la formazione di piccole sacche d’aria tra i singoli strati, migliorando così in maniera notevole la resistenza termica della parete. Lo strato più interno è costituito da un’asse piallata con pregiata superficie a vista.
Una volta assemblate le tavole tramite tasselli, senza l’uso di collanti, si procede alla fresatura degli alloggiamenti per gli impianti. La fase produttiva si conclude con la finitura superficiale, eseguita a scelta mediante piallatura e spazzolatura o levigatura, in base alla richiesta del committente.
Quali altri strati costituiscono la parete esterna?
Nel complesso residenziale di Burkwil, sulle pareti in Appenzellerholz da 18 centimetri, sono state realizzate facciate in legno retroventilate lungo i lati longitudinali dell’edificio e facciate intonacate a calce in corrispondenza dei frontoni. In entrambi i casi sono state utilizzate sottostrutture in legno e strati isolanti in lana minerale da 18 centimetri.
Come sono realizzate le pareti interne?
Le pareti divisorie degli appartamenti sono anch’esse elementi in legno massiccio (120 mm) con rivestimenti aggiuntivi come pannelli in fibra di gesso e lana minerale. Le pareti interne, invece, sono state realizzate con la classica struttura a montanti, rivestite per lo più con pannelli in argilla e, ove richiesto dalla normativa antincendio, con pannelli in fibra di gesso.
Quali accorgimenti sono stati adottati in materia di protezione antincendio?
Nelle pareti in legno massiccio abbiamo dovuto inserire un rinforzo strutturale dello stesso materiale di 60 millimetri di spessore per la trasmissione dei carichi, mentre per quelle interne portanti, al posto dei pannelli di argilla, abbiamo impiegato un pannello in fibra di gesso certificato per la resistenza al fuoco. Per tutti gli elementi costruttivi rilevanti ai fini della protezione antincendio è stato richiesto l’impiego di isolanti in lana minerale con punto di fusione superiore ai 1000 gradi. Gli architravi sono stati realizzati con i consueti rivestimenti antincendio. Negli ultimi anni abbiamo condotto diversi test di protezione antincendio proprio per questi grandi progetti, determinando la velocità di carbonizzazione specifica della nostra parete in legno massiccio.
Hanno partecipato altre imprese di costruzioni in legno?
Sì. Per un’impresa di costruzioni in legno, affrontare da sola un progetto di tale portata può rivelarsi poco vantaggioso e difficilmente realizzabile in tempi così brevi. Soprattutto in caso di ritardi nei lavori può essere molto utile contare su diverse aziende partner in grado di gestire la situazione congiuntamente. Abbiamo sviluppato il progetto Burkwil insieme a quattro partner licenziatari, con i quali intratteniamo da molti anni un rapporto di proficua collaborazione.
Com’era organizzata la gestione?
Nägeli AG ha funto da referente per le costruzioni in legno, gestendo l’intera progettazione e il coordinamento del progetto. Riunioni periodiche hanno permesso un confronto costante, gettando così le basi per un’attuazione fluida e mirata. Nel 2021, Nägeli AG ha coordinato anche l’approvvigionamento di legname, organizzandolo in stretta collaborazione con forestali, segherie e produttori di legname locali. Il taglio del legname è stato effettuato presso sei segherie locali, il che ha comportato alcune difficoltà logistiche dovute alla dislocazione dei vari siti di stoccaggio. Alla fine, l’interazione dell’intera filiera del legno ha funzionato in modo eccellente: dal bosco al taglio, fino alla produzione, includendo tutti i depositi e i trasporti. La fluidità dell’esecuzione è stata davvero notevole.
Ci parli del montaggio.
È stato straordinario: abbiamo allestito ciascun complesso edilizio nel giro di due mesi, ultimandolo in loco con i montatori. Per le operazioni di montaggio sono stati formati due team provenienti dalle aziende partner licenziatarie coinvolte, i cui collaboratori inizialmente non si conoscevano. Nel giorno stabilito, le squadre sono state istruite sull’organizzazione del cantiere e sul piano di sicurezza, redatto appositamente per Burkwil. I due team hanno operato in parallelo, utilizzando ciascuno una propria gru per il montaggio. Abbiamo ribadito che non si trattava di una gara, ma di una collaborazione. L’importante era raggiungere l’obiettivo insieme, in linea con la filosofia del committente, e questo spirito ha contagiato l’intero cantiere. Dopo il completamento del primo edificio, i montatori si sono scambiati le magliette, proprio come i calciatori professionisti, consolidando nuove amicizie che sono proseguite anche al di fuori del cantiere.
Come avete reperito una tale quantità di materiale?
Due settimane dopo l’assegnazione dell’incarico abbiamo dato il via al progetto con un rituale, procedendo alla «cercinatura» degli alberi nel bosco. Abbiamo raccolto il legname in inverno seguendo il calendario lunare. In Svizzera, si tratta di pochi giorni specifici. In passato, dopo l’abbattimento, gli alberi venivano lasciati a terra con la chioma verso valle, in modo che la linfa fuoriuscisse e il tronco si seccasse. Solo in primavera i contadini procedevano al recupero del legname. Non potendo però raccogliere una quantità così elevata di legna in pochi giorni, abbiamo optato per la cercinatura. Questa tecnica consiste nel praticare, nei giorni prestabiliti, un’incisione ad anello profonda tre centimetri attorno al tronco per interrompere il flusso linfatico. Le foglie richiamano la linfa residua dal tronco e, un paio di mesi più tardi, è possibile raccogliere il fusto già essiccato. In questo modo cerchiamo di prenderci cura del bosco e della natura, preservando al contempo la qualità del legname.
Di che tipo di legno sta parlando?
Abbiamo lavorato circa 14 000 metri cubi di abete rosso e abete bianco, oltre al legno di faggio per la produzione di 90 chilometri di tasselli.
Realizzerebbe di nuovo un grande progetto come questo?
Abbiamo avuto grande rispetto per questo incarico. Anche se i forestali ci sono venuti incontro: «È stato un piacere! Siamo felici di poter procedere al taglio. Fa bene al bosco e ci permette di rimboschire». Anche le segherie hanno collaborato con entusiasmo, e reperire i magazzini e le altre imprese di costruzione in legno è stato semplice. Tutti hanno mostrato un atteggiamento molto positivo. A posteriori devo dire che un progetto di tale portata è assolutamente fattibile. Vorrei incoraggiare altre imprese di costruzioni in legno a perseguire obiettivi ambiziosi anziché limitarsi a piccoli progetti. Pensare in grande e lavorare insieme funziona benissimo.
Una ultima domanda: sostenibilità significa anche utilizzare meno legno possibile e solo nella misura necessaria. Come giustifica una parete in legno massiccio?
Oggi, nel 2026, nei boschi c’è una grande quantità di legname che dovrebbe essere sfruttata. Da un lato, la gestione e il raccolto servono a ringiovanire il bosco; dall’altro, è presente molto legname danneggiato che, se non utilizzato, finirebbe per decomporsi.
Oggi cerchiamo di impiegare quanto più possibile questo materiale negli edifici in modo naturale, «stoccandolo» quasi fosse un deposito temporaneo. Poiché assembliamo le tavole segate grezze senza colla né leganti, la materia prima può essere riutilizzata senza problemi nel futuro prossimo o lontano. duplex-architects.com, burkwil.ch